Sosta del campionato, parla il DG Marco Troilo. E non è un’intervista banale…

E’ una intervista corposa e tosta quella che ci ha rilasciato il Direttore dell’Italservice Pesaro, Marco Troilo. Non ama parlare spesso, ma quando lo fa non dice cose banali. Schietto, diretto, sincero. E seppure il tono sia a tratti “duro”, la volontà dichiarata e fra le righe è sempre e solo costruttiva. Prendetevi del tempo oppure cambiate “canale”.

CAMPIONATO – “Siamo arrivati a questa sosta dopo quattro vittorie consecutive. L’ultima contro un Todis Lido di Ostia assai rimaneggiato. Noi però, nonostante le varie difficoltà del periodo, dopo Catania abbiamo reagito alla grande e abbiamo iniziato il girone di ritorno come meglio non si poteva, con quattro successi di fila. Abbiamo confermato il secondo posto tenendo dietro una Came Dosson in splendida forma, capace anche di vincere a Pescara. E anche grazie a quel risultato abbiamo accorciato il gap sulla capolista. Ai ragazzi e a tutta l’Italservice dico bravi, perché non è stato affatto semplice”.

CHAMPIONS – “L’eliminazione brucia. Seppur arrivata dopo i rigori, merito all’ACCS Futsal per il passaggio del turno. Noi in Francia abbiamo dato tutto e sfoderato una bella prestazione, contro una grande squadra che di sicuro non valeva il 33esimo posto nel ranking Uefa. Certo è che se non abbiamo vinto, al netto di tutte le valutazioni che si possono fare, qualcosa potevamo fare meglio”.


RITMI PAZZESCHI – “Abbiamo giocato praticamente ogni tre giorni. Dall’11 dicembre al 23 gennaio, abbiamo disputato 11 partite in 42 giorni. Il ritmo è stato forsennato. Nonostante ciò i risultati sono stati molto buoni. Onore e merito ai calciatori e allo staff in questo senso, perché non c’è stata veramente pausa nonostante le festività di mezzo. Anzi: fra la vigilia di Natale e la Befana, abbiamo giocato 5 partite in 14 giorni. Più di un match ogni tre giorni. Capite bene che lo sforzo è stato totale”.

DIVISIONE – “In campionato, senza cercare alibi per l’unica sconfitta col Catania (per il resto sono arrivate 7 vittorie e 2 pareggi con Acqua&Sapone e Came Dosson, ndr), la Divisione avrebbe dovuto collaborare maggiormente con noi affinché il tour de force a cui siamo stati chiamati fosse meno pesante. Ma questo vale per noi come per qualsiasi altro club. Noi però in questo senso abbiamo subito delle vere e proprie imposizioni”.

Due in particolare: “Mi riferisco alle trasferta di Catania e di Napoli. Preciso che le società in questione non c’entrano nulla, anzi: abbiamo chiesto una variazione di orario e ce l’hanno entrambe gentilmente accordata. Premesso ciò, il comportamento della Divisione nei confronti dell’Italservice non è stato corretto. La partita di Catania, che con comunicato del 3 dicembre era stata programmata per il 3 gennaio, avrebbe dovuto essere rinviata. Così avevamo stabilito tutti insieme per telefono nei giorni successivi a quel comunicato. Sia noi che il Catania aspettavamo solamente di capire in quale data del 2021 sistemare la gara. Poi invece quasi per caso il 28 dicembre vengo a sapere che la Divisione aveva confermato telefonicamente al Catania la data del 3 gennaio, mentre noi non eravamo neanche stati avvisati. Questa cosa non sta né in cielo né in terra. A tre giorni dal capodanno, con un viaggio aereo da programmare. Abbiamo chiesto alla Divisione di ragionare e ci è stato detto che non c’erano altre soluzioni. Quando poi invece la stessa Divisione ha convalidato il rinvio di alcune partite di quel periodo a febbraio o marzo. Ci è stato letteralmente imposto di giocare il 3 gennaio e questo è inaccettabile. Poi noi là abbiamo perso solo e soltanto per merito degli avversari e nostri demeriti. Non è questo il discorso. Il discorso è che o si collabora sempre, oppure si lavora solo per carte ufficiali. Se così deve essere, ci adeguiamo. Basta saperlo”.

Secondo episodio: “La partita di Napoli col San Giuseppe non è accettabile che sia stata fissata e disputata il 19 gennaio, pur sapendo che noi saremmo rientrati a Pesaro dalla Francia la sera del 17, ovvero 36 ore prima della partita in Campania. Non è ammissibile. E qui non si tratta di tutelare solo l’Italservice, ma più in generale una squadra italiana che è stata impegnata in Europa a rappresentare il campionato italiano. Per quale motivo si è dovuta imporre quella data? Lo abbiamo chiesto, ci è stato risposto che se passavamo il turno in Champions, non avevamo date neanche a febbraio. Possibile. Ma era una gara del girone di ritorno, non vincolante per le Final Eight di Coppa Italia. Esattamente come quelle partite che qualche settimana fa hanno rinviato al 30 marzo prossimo. Comunque, anche a Napoli siamo andati a giocare, senza fare rumore in tal senso. Ora però siccome ho sempre dato come Direttore dell’Italservice la disponibilità a cambiare orario o giorno di gara per interessi altrui e siccome da coglione non voglio essere trattato, sia chiaro che non accetterò più richieste di alcun tipo. A meno che, e questo è l’auspicio per il bene di tutto il movimento, da parte della nuova governance – a cui approfitto per rivolgere un grande in bocca al lupo per il bene del Calcio a 5 italiano – non ci venga dimostrato un cambio di rotta totale e immediato. Nell’interesse di tutti, non dell’Italservice. Qui c’è in ballo la serietà, la credibilità e anche il futuro di questo sport. Noi, in quest’ottica, abbiamo sempre collaborato con tutti, ma come risposta abbiamo ricevuto pesci in faccia”. Un esempio? “La Divisione ci chiese di spostare la partita casalinga con l’Acqua&Sapone dal 22 al 23 dicembre, per dare maggiore risalto al match di alta classifica e alla lodevole iniziativa della Go Marcy Week. Avevamo già in calendario le partite il 27 dicembre (con il San Giuseppe) e il 30 dicembre (sul campo del Came Dosson). Ci avrebbe fatto comodo e piacere, prima di Natale, un giorno in più di stacco. Domandammo ai calciatori però uno sforzo ulteriore, perché come società ritenemmo che la situazione lo meritava. E quindi abbiamo accettato. Perché noi ascoltiamo e cerchiamo sempre di collaborare. E’ solo uno dei tanti esempi. Ma se alle nostra totale disponibilità fa da contraltare quello che vi ho raccontato, allora è arrivato il momento di dire basta e chiedere per noi e per tutte le società il rispetto che ci competono. Indispensabile per un dialogo costruttivo e quindi per il bene di tutto il Calcio a 5”.

UEFA: “Per la prima volta in tanti anni e dopo diverse esperienze in ambito europeo, quest’anno la Uefa ha lasciato molto a desiderare a livello organizzativo. Il meccanismo dei sorteggi è stato veramente incomprensibile, per non utilizzare altre parole. Il Covid ha spinto per una rivoluzione e la scelta delle gare secche posso anche comprenderla, vista la situazione. Ma una volta fatta questa scelta, mi spiegate come sia possibile che una società come l’Italservice Pesaro, che in base al ranking è stata testa di serie ai sorteggi sia dei 32esimi che dei 16esimi di finale, in entrambi i casi sia stata obbligata a giocare una gara secca in trasferta? Senza alcun vantaggio derivante dalla posizione privilegiata del ranking, conquistata sul campo. Bastava, tanto per fare un esempio efficace, concedere alla squadra con il miglior ranking due risultati su tre al termine dei tempi regolamentari, come avviene a tanti livelli. Quanto fatto invece è stato inaccettabile. Avremmo potuto lamentarci prima, ma odiamo le polemiche sterili e preferiamo parlare quando può essere utile”.

Non solo: “Come è stato possibile permettere alla squadra ospitante di cambiare l’Hotel a noi destinato sei giorni prima della nostra partenza per la Francia? Ci era stato assegnato un hotel adeguato, con tutti i servizi necessari, ci siamo ritrovati catapultati in una struttura che non aveva mai ospitato gruppi, priva di una sala riunioni, priva di una sala pranzo. Per colazione, pranzo e cena, abbiamo ricevuto sempre delle buste di carta con dentro prodotti preparati e confezionati all’esterno dell’albergo, da consumare obbligatoriamente ognuno in camera nostra. Senza neanche sapere da dove arrivassero quei pasti, fatto ancor più grave e rischioso durante una pandemia. Ma vi rendere conto della gravità? Abbiamo chiesto alla struttura un menù specifico per i calciatori, ci è stato risposto: “Ci dispiace, i pasti sono quelli e non ci sono possibilità di modifiche”. E così i nostri calciatori, giusto per farvi capire, il giorno della partita a pranzo hanno dovuto mangiare: carne in umido, patate arrosto e rosmarino, gamberi in salsa rosa e mousse di cioccolata. Pasta, verdure, formaggi, frutta, crostata? Niente di tutto ciò. Ma vi sembra normale tutto questo? Non lo è affatto”.

E ancora: “Dell’arbitraggio non voglio parlare, di altri cose avvenute durante la gara neanche, ognuno si è fatto la sua idea. Essendo una gara internazionale era però necessario che gli arbitri partecipassero alla riunione del giorno prima con le società e i delegati Uefa, come è sempre accaduto prima di una gara Champions, perlomeno in tutte quelle a cui ho partecipato personalmente. Perché in quel momento ci si conosce e si stabilisce un contatto indispensabile per il buon andamento generale della partita del giorno dopo”.

Infine: “Senza dimenticare che l’arbitro sistemato sul lato delle panchine non parlava inglese: come avremmo dovuto comunicare in campo con lui, in una gara internazionale? Situazioni inaccettabili, per le quali ora abbiamo stilato un report approfondito. Lo abbiamo consegnato alla Divisione che, tramite il nuovo presidente Luca Bergamini, si è prontamente attivata per sottoporlo all’attenzione della Uefa. Nessuno dice che abbiamo perso per queste ragioni, sia chiaro. Ma certo è che avremmo meritato il diritto di affrontare la gara nelle normali condizioni di tutte le altre società che partecipano alla Champions Legue. Di questo la Uefa deve rendere conto a noi come Italservice, ma anche alla Divisione Calcio a 5. Perché in futuro cose del genere non si ripetano più”. Conclusione: “Ribadisco la volontà costruttiva di questo mio corposo intervento. Non accetto ingiustizie. Né all’Italservice, né ad alcuna altra società di Calcio a 5, né in generale al nostro sport. Che arrivino dalle Marche, dall’Italia o dall’Europa”.